Lo Scenario Internazionale


    Molti avvenimenti nazionali ed internazionali stanno segnando e segneranno le vicende agricole nel comparto cereali/servizi.

    A livello internazionale occorre fare i conti con il documento "Agenda 2000" presentato nel luglio del 97 alla Comunità europea. I punti salienti di questo documento sono:

  • 1 - L'ampliamento dell'Unione Europea;
  • 2 - Le prospettive finanziarie;
  • 3 - La riforma delle politiche strutturali;
  • 4 - La riforma della PAC.

        Con riferimento all'ampliamento dell'UE sono previsti negoziati per l'adesione di 11 nuovi paesi, che entreranno in due fasi distinte a fare parte dell'unione. Le prime adesioni sono previste fin dal 2000 ma per l'integrazione, in particolare del settore agricolo, sono previsti tempi più lunghi.

        Relativamente alle prospettive finanziarie sarà mantenuto fino al 2006 il tetto delle risorse proprie che alimenteranno il Bilancio UE, ovvero 1'1,27% del PIL.

        La riforma delle politiche strutturali prevede la riduzione degli obiettivi di intervento dagli attuali 7 a 3.

        Particolarmente significativi sono gli obiettivi della riforma della PAC ovvero:

  • 1- aumento competitività dell'agricoltura UE a livello mondiale;
  • 2 - l'innalzamento degli standard qualitativi dei prodotti;
  • 3 - il miglioramento dell'integrazione ambientale;
  • 4 - lo sviluppo della possibilità di redditi complementari per gli agricoltori;
  • 5- il miglioramento della coesione economica tra l'agricoltura e settori produttivi in seno all'U.E.;

    In particolare i provvedimenti più importanti previsti in "Agenda 2000" che ci riguardano più da vicino sono così sintetizzabili:

  • 1 - riduzione dei prezzi d'intervento (20% cereali, 30% carne bovina, 10% latte);
  • 2 - aumento aiuti diretti e riduzione misure di sostegno dei prezzi nel settore dei cereali;
  • 3 - mantenimento dell'attuale regime delle quote nel settore latte;
  • 4 - azzeramento del SET ASIDE obbligatorio per i seminativi.

        Come si vede, particolarmente nei cereali, l'UE cerca di rendere più competitivo il settore al livello mondiale per partecipare alla crescita degli scambi prevista su importanti mercati di sbocco, preparandosi altresì alle prossime trattative WTO.

        A livello nazionale dobbiamo ricordare come la situazione agricola continui ad evidenziare difficoltà ed inefficienze dovute essenzialmente a squilibri strutturali.

        La frammentazione della superficie agraria, con conseguente polverizzazione e disomogeneità delle produzioni; la dequalificazione e disorganizzazione dell'offerta nei confronti della domanda industriale che esige al contrario e sempre più organizzazione e qualificazione; gli effetti della PAC che nelle ultime campagne, soprattutto nei seminativi, sono stati percepiti con tutta evidenza al contrario del periodo "drogato" '92-95. Questi sono alcuni problemi gravissimi che pesano sul futuro del settore di cui ci occupiamo.

        Il vero grande problema è come questo sistema saprà reagire alla globalizzazione in atto che non è uno slogan, ma leggendo "Agenda 2000", quello che ci aspetta. Dire che "tutto finirà e che non esistono prospettive per questo comparto" è altrettanto uno slogan. Dobbiamo lavorare molto perché gli interessi delle aziende agricole socie delle cooperative che rappresentiamo siano difesi senza impoverire ma rafforzando le cooperative stesse. Sembra la quadratura del cerchio ma, è il nostro compito.

        Il quadro politico nazionale del settore, nonostante le novità politiche ed istituzionali, sembra ancora ingessato da metodi burocratici orientati più alle competenze e alle procedure che ai risultati. Anche il processo di regionalizzazione del potere amministrativo in agricoltura pu˜ avere grossi rischi se non si interviene radicalmente su stratificazioni culturali che riducono il settore agricolo ad un fatto marginale nelle politiche di sviluppo dell'intero paese. Occorre il coraggio di rompere schemi ormai superati dalla realtà, soprattutto nel mercato, riconoscendo ai produttori agricoli il ruolo e la responsabilità, quali esse siano, di imprenditori così come negli altri settori produttivi con tutto ci˜ che questo comporta.

        A fronte di questa situazione, portatrice di poche innovazioni esistono segnali di grande trasformazione nel mondo delle imprese multinazionali produttrici di mezzi tecnici che hanno sicuro impatto nella distribuzione ed in particolare sulle cooperative di servizi. Sul mercato internazionale le imprese si fanno più grandi attraverso un importante movimento di accordi, joint venture, fusioni ed acquisizioni con strategie aziendali che portano alla globalizzazione dei mercati, all'innovazione, alla specializzazione produttiva.

        Nei confronti del rapporto con l'utilizzatore finale le multinazionali attribuiscono al distributore un ruolo importante sul territorio anche a seguito della propria ristrutturazione.

        Il distributore deve essere in grado di offrire strutture logistiche funzionali e competenze tecniche di alta qualità ed essere sufficientemente dimensionato per poter interagire con strutture multinazionali a monte e aziende estremamente frazionate, ma con tendenza all'aumento della dimensione, a valle.

        A fronte di questi segnali la distribuzione, a seguito degli scossoni che l'hanno interessata negli ultimi anni, risponde cercando di darsi una identità.

        L'obiettivo primario del sistema, in presenza di un mercato maturo e saturo, è diventato il presidio. Inoltre, le crescenti difficoltà di tipo finanziario negli ultimi anni hanno portato all'uscita dal mercato degli operatori marginali ed alla concentrazione di diverse strutture per perseguire possibili economie di scala.

        Per quanto riguarda le strategie dei principali operatori, si pu˜ affermare che i Consorzi Agrari hanno strategie legate ai propri territori ed alle proprie situazioni finanziario/giuridiche in quanto la ristrutturazione partita nel '91 è ancora in atto. I Privati e le loro organizzazioni perseguono strategie di crescita differenziate, in funzione della dimensione delle strutture: per le imprese più grandi, diversificazione delle attività; per quelle medie e medio-grandi specializzazione su pochi mezzi e offerta di assistenza qualificata e per le aziende piccole, distribuzione di prodotti per l'hobbistica; le cooperative perseguono generalmente una strategia rivolta al rapporto con il socio o il cliente, basato su servizi o sinergie da offrire, organizzati, a nostro parere, su scale molto ridotte e con obiettivi generici che non sempre producono i risultati attesi.

        Per quanto riguarda il comparto decisivo delle attività delle cooperative di servizio e cioè il conferimento e la trasformazione dei cereali, i problemi più seri, oltre alla scarsa organizzazione commerciale e dai margini ridotti, sono rappresentati dalla dispersione logistica, dalla generale impossibilità ad assicurare omogeneità quali/quantitativa e soprattutto elevare il livello qualitativo rispetto ad una domanda sempre più esigente.

        Questi problemi peraltro riguardano allo stesso modo tutti gli altri soggetti presenti nel settore.

        Esiste poi un grande problema di "rappresentatività/operativa" del comparto nei confronti degli interlocutori istituzionali e di mercato al quale il movimento cooperativo sta cercando di rispondere attraverso UNACOP.

        Le tendenze relative alla commercializzazione emergenti tra gli attori della filiera vanno verso la concentrazione dell'offerta e la concentrazione delle risorse finanziarie; con lo sforzo di sviluppare la programmazione e il coordinamento tra produzione e mercato. Le tendenze della trasformazione vanno, come già accennato, verso la concentrazione della domanda e la gestione di quantità crescenti di materie per omogeneizzare la qualità dei prodotti in funzione dell'utilizzo. C'è inoltre uno sviluppo interessante della domanda di biologico, a cui la produzione e la trasformazione dovranno adeguatamente rispondere.

        A fronte di tutto ciò, chi opera in questo settore ha la necessità evidente di razionalizzare la logistica, cogliere ogni opportunità per sviluppare azioni di concentrazione della domanda e dell'offerta con integrazioni di filiera, al fine di gestire la qualità delle materie e dei prodotti. La partita, "in due parole" si gioca sulla concentrazione, sulla qualità e, soprattutto sull'orientamento al mercato.

        Nello scenario descritto, le cooperative di servizio si presentano come un'esperienza molto diversificata, come dimensione e articolazione dell'offerta; generalmente sono caratterizzate da debolezza finanziaria, eccesso di diversificazione, dimensioni inadeguate in termini di potere di mercato sia verso gli acquisti che verso la vendita.

        Ma la cooperazione di servizio si presenta anche con una grande potenzialità alle innovazioni di mercato. Come abbiamo visto, infatti, il mercato sta andando nella direzione di premiare soprattutto: la "qualità del prodotto", la "qualità organizzativa", i volumi; nonchè il presidio sul territorio.

    <    Per questi motivi esistono interessanti opportunità per le "cooperative di servizio", soprattutto se queste riescono ad essere "rete di agricoltori" sul territorio locale e "rete di imprese" sul territorio nazionale/internazionale.

        Se il mercato richiede specializzazione di ruoli, pianificazione dell'offerta/domanda con interlocutori che garantiscono qualità dei prodotti e dei processi, la cooperativa e la cooperativa-consorzio agrario, pu˜ essere vista come "organizzatore di relazioni" dall'impresa agricola al mercato e viceversa. Essendo in grado di concentrare, coordinare e orientare, presentandosi a monte e a valle delle filiere, come l'interlocutore potenzialmente più attrezzato e quindi potenzialmente più interessante.

        L'ultimo rapporto NOMISMA afferma, in sostanza, che il peso della cooperazione agricola è rilevante nell'agricoltura italiana e sottolinea l'esigenza di una sua evoluzione verso l'imprenditorialità ed un nuovo rapporto, più diversificato, con i soci. Al pari di tutta la cooperazione agricola, che non riesce a trasformare in sistema una posizione pur importante, il comparto cereali/servizi dopo il fallimento di AICA e CERAC non è riuscito ad affermare un potenziale che invece esiste. Le vicende del mercato, l'auspicata ristrutturazione dei CAP, la questione dell'associazionismo dei produttori impongono alle cooperative di servizio, aderenti alle diverse centrali, di riflettere insieme, per progettare "l'insieme'' l'affermazione di questa realtà, ricercando i termini e le risorse per compiere il salto di qualità necessario.

        L'esperienza U.NA.C.O.P. è la realizzazione concreta di questa volontà che pu˜ rispondere alle nuove esigenze del comparto. L'Unione Nazionale Cereali Oleaginose e Proteiche comprende attualmente 16 soci distribuiti sul territorio nazionale che rappresentano circa 13 milioni di q.li di prodotto e 100.000 agricoltori soci di cooperative aderenti alla Confcooperative e alla Lega. E' un risultato importante perché riteniamo che sia uno strumento utile, nazionale e concretamente rappresentativo dei soci produttori di cereali e semi oleosi.

        U.NA.C.O.P., partendo proprio dall'analisi del mercato, si propone di difendere i produttori dagli effetti prevedibili della globalizzazione. Insieme ad altri strumenti e con tutte le alleanze possibili si propone di dare una risposta globale alla globalizzazione. Questo non è un gioco di parole perché è necessario fare bene, a livello di base il mestiere di collettori di prodotto, orientando le produzioni al mercato, ma questo non è più sufficiente. C'è bisogno di farlo insieme ad altri perché le dimensioni locali o regionali non sono più sufficienti, per essere un interlocutore che sa affermare le sue specificità qualitative ed organizzative. Ricordiamoci che il mercato premia chi controlla prodotto ed il grande Broker; e che le misure strutturali e di sostegno premieranno l'organizzazione dei produttori.

        U.NA.C.O.P. è una iniziativa ambiziosa, urgente ed indispensabile, ripensata in funzione del nuovo scenario internazionale la cui strategia progettuale viene presentata stamane a questa competente assemblea.


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